Coinbase Italia: cos’è e come funziona

Coinbase Italia è una piattaforma di trading online che consente di operare con le monete virtuali per guadagnare online con le altcoin. La piattaforma è stata presentata ufficialmente nel 2012 e da allora ha vissuto una forte espansione, che l’ha portata in ben trentadue paesi, tra cui ovviamente l’Italia. Focalizzata soprattutto sull’investimento in bitcoin, la piattaforma ha poi ampliato le possibilità di azione dei suoi clienti, offrendo loro la possibilità di investire anche con Ethereum e con Litecoin, che sono oggi – insieme al bitcoin – le principali altcoin. Uno dei vantaggi di Coinbase Italia è la possibilità di registrarsi gratuitamente e di aprire il proprio wallet personale, ovvero un portafoglio online nel quale riporre le monete digitali che si posseggono. Sempre dalla stessa piattaforma è possibile poi investire con trading criptovalute, effettuando la compravendita di queste monete digitali, le quali possono essere considerate asset finanziari a tutti gli effetti.

A differenza di altre piattaforme per il trading online, Coinbase Italia dispone di numerosi strumenti, che la rendono perfetta per diverse tipologie di clienti. Innanzitutto, questa piattaforma può essere sfruttata da chi si occupa di vendite online, perché mette a disposizione un metodo sicuro per farsi pagare in monete digitali. E’ perfetta anche per gli operatori finanziari che, tramite la piattaforma GDAX, si troveranno a poter disporre di tutti gli strumenti necessari per operare sul mercato. Infine, non bisogna dimenticare la possibilità per gli sviluppatori di integrare Coinbase Italia nella piattaforma online che si sta sviluppando, un aiuto prezioso per risparmiare tempo e denaro.

Prima di iscriversi a questo servizio online, i potenziali clienti desiderano capire se Coinbase Italia è sicuro. Possiamo rassicurare i lettori che si tratta di una delle migliori piattaforme in Italia e che sono diversi i fattori che la rendono sicura, a partire dalla doppia verifica al momento del login: per accedere al proprio account bisognerà inserire anche il codice di verificare che verrà spedito tramite sms al numero di cellulare fornito in fase di registrazione. Segnaliamo poi che il traffico è crittografato, per garantire che tutte le informazioni trasmesse siano al sicuro, protette da occhi indiscreti, e che l’archiviazione delle stesse informazioni avviene su un database offline, per rendere impossibili gli attacchi informatici dalla rete.

Altro punto di forza del servizio, oltre ai diversi aspetti relativi alla sicurezza che abbiamo appena descritto, è la semplicità di utilizzo. Gli sviluppatori si sono impegnati per creare una piattaforma intuitiva, che fosse semplice da utilizzare anche per i meno esperti. La semplicità di utilizzo la si evidenzia fin dal processo di iscrizione, che richiede solo pochi minuti e l’inserimento delle informazioni personali strettamente necessarie per l’apertura dell’account e per la verifica dello stesso. Su Coinbase possono registrarsi sia i clienti privati, sia le aziende e questo dimostra che si tratta di uno strumento versatile.

Agli investitori, Coinbase Italia offre una serie di strumenti e grafici per analizzare il mercato in modo dettagliato, al fine di fare delle previsioni sull’andamento delle criptovalute, presupposto fondamentale per poter fare degli investimenti redditizi con le monete digitali.

DTCOIN “listato” su COINCAPITAL.LIVE

In queste settimane presso i canali ufficiali Facebook e Telegram di DT Coin è stata diffusa la comunicazione per la quale DT Coin entra in COINCAPITAL, la più grande piattaforma indipendente che fa da punto di riferimento per le persone che operano nel mondo delle criptovalute. Nel momento in cui scriviamo COINCAPITAL “lista” 2.027 monete digitali e copre un Marketcap di oltre 500 miliardi di dollari (543.303.003.065,00 miliardi di dollari, per la precisione). A differenza di altre piattaforme che “listano” onete, COINCAPITAL è gratuita ed applica un sistema di “listing” delle monete basato sulla tecnologia utilizzata e sugli standard di sicurezza delle transazioni, a differenza, quindi, di altre piattaforme come COINMARKETCAP che invece chiedono la corresponsione di un pagamento per “listare” una moneta. A detta della stessa DT Coin, l’ingresso in COINCAPITAL è “un ulteriore passo avanti del DT Coin che vuole sempre più affermarsi nel panorama internazionale” e dimostra la trasparenza e la genuinità di questo progetto di moneta digitale che porta la firma dell’imprenditore italiano Daniele Marinelli.

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE L’ANDAMENTO DTCOIN SU COINCAPITAL

DTCOIN su COINCAPITAL è DTCO. La moneta oggi ha un valore di 34.83 Dollari: è possibile prendere visione dei dati storici (Historical Data) e degli open/close sui mercati ogni 24 ore. L’andamento di questa moneta conferma il suo biglietto da visita per il quale “DT Coinè la prima ed unica criptovaluta il cui valore cresce e basta, senza mai diminuire”. La moneta appartiene al circuito DT Network, una vera e propria suite di strumenti che permettono di utilizzare DT Coin sia come metodo di pagamento tradizionale sia all’interno di altri tool digitali quali applicazione o sito web. Sul sito Internet ufficiale di DT Coin è possibile prendere visione della roadmap del progetto ed accedere alle informazioni accreditate sui suoi fondatori e sulle iniziative promosse da DT Network. Potete cliccare qui per accedere all’Ebook DT Coin.

DT Coin: uno sguardo verso il futuro delle criptovalute in Italia

Dopo Apple anche Google si prepara a “boicottare” tutte le applicazioni dedicate al mining delle criptovalute, ossia tutti quei sistemi che consentono la “produzione” di nuove monete virtuali. Dunque, come già avviene per l’Apple Store, anche su Google Play sarà impossibile caricare applicazioni-miner fatta eccezione per le app che gestiscono da remoto il mining di criptovaluta, che non si servono cioè del dispositivo per coniare nuove monete. Stesso percorso lo ha intrapreso Apple nel mese di giugno 2018, periodo dal quale vengono accettate sullo store applicazioni mining che girano al di fuori dei dispositivi (ad esempio nel cloud). Non rientrano in questa regolamentazione invece le app che fungono da “portafoglio elettronico”. Google con questa “mossa” fa seguito al suo percorso di “giro di vite” in materia di valute digitali, avendo già ad esempio bandito dalle sue proprietà le pubblicità ingannevoli sulle Ico (stesso percorso intrapreso anche da Facebook).  

Ciò nonostante, il Bitcoin non sembra soffrire particolari ripercussioni, resta infatti stabile sopra gli 8mila dollari. Così come il tema blockchain, il libro mastro delle transazioni informatiche, continua a solleticare i governi di tutto il mondo. In proposito si è espresso anche il nostro Luigi Di Maio: “La tecnologia blockchain sta diventando sempre più centrale nello sviluppo del digitale tanto a livello di iniziativa privata quanto nel settore pubblico, per questo l’Italia non può rimanere indietro“.

E se si parla di Italia, non si può di certo non tenere in considerazione una nuova criptovaluta che sta facendo capolino prepotentemente nei mercati dedicati, il DT Coin.

Il DT Coin è una criptovaluta ideata da Daniele Marinelli, noto imprenditore romano forgiato da una grande preparazione economica. La moneta è nella sua fase iniziale e nei prossimi 36 mesi verrà gestita centralmente, per poi passare, nel 2020 ad un perfetto equilibrio tra centralizzato e decentralizzato nella sua versione 2.0.  Il mining della moneta è interamente gestito dalla società DTCOIN UK e funziona su tecnologia proof-of-work (POW). Il DT Coin 2.0 avrà le seguenti caratteristiche (lancio il 30 giugno 2020):

  1. wallet verificati con KYC per aumentare la trasparenza e fiducia dell’utente
  2. ecosistema decentralizzato e distribuito;
  3. gestione dei dati decentralizzata;
  4. blockchain decentralizzata;
  5. emissione centrale delle monete e in seguito distribuita;
  6. privacy con trasparenza (e senza anonimato) nel modo in cui vengono effettuate le transazioni;
  7. transazioni veloci sotto i 60 secondi
  8. attivazione di smart contract

Il DT Coin utilizza un potente algoritmo matematico in grado di spingere la moneta a capitalizzazione forzata, il Forced Market Cap, questo permette di avere sempre un piccolo utile rispetto all’acquisto precedente. Come funziona il FMC?

Si apre un ciclo, l’algoritmo gestisce acquisti e vendite secondo logiche ben precise: priorità, lotti, timing, numero di utenti, aumento di valore delle iniezioni. Calcolato il prezzo limite il sistema concede il piazzamento degli ordini chiudendo subito dopo il ciclo.

Ad apertura del nuovo ciclo, il prezzo iniziale viene aumentato leggermente rispetto a quello di origine, creando così un piccolo utile sulle rivendita.

Altra caratteristica molto importante del DT Coin di Marinelli è la sua stabilità nel prezzo. Questa particolare moneta infatti attinge al mercato dei Big Data, potenzialmente infinito e non soggetto a speculazioni come le comuni criptovalute che si basano sulla leva domanda-offerta. Infine, il DT Coin può essere utilizzato per fare acquisti nelle attività commerciali e può essere scambiato con le valute tradizionali.

Il DT Coin è in continua crescita, basti pensare che tra i progetti futuri di Daniele Marinelli c’è la creazione di DT Card, delle vere e proprie Mastercard e Visa per effettuare acquisti e l’acquisizione di un istituto di credito, la DT Bank.

         

Economia digitale, cresce l’home banking in Italia

Gli italiani hanno più dimestichezza con i pagamenti online e preferiscono quelli sicuri, veloci e riservati.

In queste settimane è stato rilasciato l’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulle carte di credito di Assofin, Crif e Gfk sui trend di crescita dell’economia digitale. Il primo dato riguarda l’incremento della frequenza di acquisti online in Italia: oggi, il 50% degli italiani effettua almeno un acquisto online al mese, ed il 30% di questi acquisti è effettuato con il telefonino. I metodi di pagamento online più diffusi in Italia sono le carte di credito e le carte prepagate, che hanno visto nel 2017 un aumento della loro diffusione di circa +4% rispetto all’anno precedente. Nonostante sia aumentata la percezione delle misure di sicurezza e di privacy da parte degli utenti, gli shop online devono continuare a lottare con l’alto tasso di abbandono dei carrelli (70%), numero probabilmente dovuto ad altri problemi quali la user experience o la percezione del prodotto in vendita. Anche quest’anno i numeri dell’economia digitale in Italia confermano il trend positivo: il primo semestre del 2018 ha offerto una prospettiva di crescita degli acquisti online molto interessante, con stime che vanno dal +10% per l’acquisto di libri e prodotti editoriali al +47% per l’acquisto online di prodotti di salute e bellezza. Gli utenti degli shopping online hanno grandi esigenze in materia di sicurezza delle transazioni e rapidità degli acquisti. Per questo motivo, si affidano a partner di pagamento digitali sicuri ed affidabili.

Lo stesso trend di crescita viene riscontrato per gli utenti delle banche online (“home banking”). Al giorno d’oggi i bonifici istantanei vengono eseguiti in pochi secondi e permettono di ricevere immediatamente l’importo, sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro. I livelli di sicurezza informatica sono molto alti (sapevate che soltanto 1 utente su 55.000 è vittima di una frode via internet banking o app?) anche grazie al fatto che il 96% delle banche che operano in Italia ha aumentato nel 2017 le risorse destinate alla sicurezza, non solo informatica, ma anche per formazione del personale e per la relazione diretta con la clientela sia online che “offline”. I risultati sono tangibili: si va dal milione di transazioni attraverso bonifici italiani online fatto registrare dalla piattaforma home banking di Intesa Sanpaolo ai 12 milioni di euro transati al giorno da MyBank, innovativa soluzione di pagamento con bonifici immediati e irrevocabili. Le nuove soluzioni per i pagamenti digitali come quella di MyBank sono pensate sia per le aziende che per i cittadini e permettono di utilizzare il solito servizio di online banking con pagamenti istantanei in linea con quanto richiesto dalla Banca Centrale Europea.

DT Coin di Daniele Marinelli: una criptovaluta realmente spendibile

Uno dei più grandi limiti delle criptovalute è senz’altro quello relativo alla loro reale spendibilità. Dalla nascita del Bitcoin nel 2009 sono state ben 1500 le monete virtuali immesse nel mercato e pochissime di queste possono vantare il pieno utilizzo all’interno del mercato tradizionale. Tra queste c’è senza dubbio il DT Coin di Daniele Marinelli,  una criptovaluta innovativa che nella sua crescita prevede la possibilità di essere scambiata  anche con le valute tradizionali  oltre che  essere utilizzata per l’acquisto di beni e servizi.

Un altro limite delle monete virtuali  che il DT Coin promette di superare è quello del valore altalenante insito nella natura delle cripto. Trattandosi infatti di un sistema economico non controllato da un ente centrale e basando il valore sulla semplice leva della domanda e dell’offerta,  Bitcoin e sorelle sono soggette a continue speculazioni e a picchi di prezzo che le rendono inevitabilmente instabili.  Il DT Coin al contrario, non presta il fianco al comportamento imprevedibile degli utenti basandosi infatti su un mercato stabile e potenzialmente infinito,  quello dei Big Data.

Daniele Marinelli,  imprenditore romano con un importante passato da economista,  ha fiutato in tempi non sospetti l’importanza dei dati all’interno di un mondo ormai sempre più rivoluzionato dalla rete e da internet. Sono infatti essi il nuovo oro delle moderne democrazie:  chi possiede i dati, possiede il controllo e questo è particolarmente vero soprattutto in ambito economico e bancario. Conoscendo comportamenti, i gusti,  le preferenze delle persone è possibile prevedere ciò che accadrà in futuro e come è noto, anticipare i tempi è spesso sinonimo di potere. All’interno di società sempre più interconnesse,  questi dati fluiscono in modo libero ed irrefrenabile.  Ciascuno di noi quotidianamente nelle più banali azioni,  perde porzioni di dati in cambio di beni o servizi, ad esempio, postando una foto su Facebook cosa accade?  Lasciamo i nostri dati per ottenere consenso. La domanda che Daniele Marinelli si è posto è quanto ciò che otteniamo in cambio dei nostri dati sia realmente equiparabile a tale perdita:  detta in soldoni, ciò che ottengo lasciando i miei dati è davvero abbastanza? Mi ripaga della mia “perdita”? Da qui nasce la storia del DT Coin, ove “DT” sta appunto per DATA.

Il DT Coin, una moneta virtuale che paga i nostri dati

Come abbiamo anticipato il DT Coin è una moneta virtuale che basa il proprio valore  sulla raccolta dei dati: più dati vengono raccolti, più il valore del DT Coin cresce. Ma di quali dati stiamo parlando? Rispondendo a questa domanda entriamo nel vivo  della grande rivoluzione promessa da Daniele Marinelli. Il DT Coin infatti non rappresenta un’entità a se stante, è piuttosto un ingranaggio di un sistema economico ben più ambizioso: il DT Circle.

Il DT Circle  è la piattaforma attraverso cui  vengono raccolti i dati utili alla crescita della criptovaluta.  Gli utenti che entrano a far parte di DT Circle Possono accedere ad una serie di servizi,  possono partecipare a corsi di formazione, acquistare o vendere prodotti, interagire con altri utenti e condividere esperienze.  Ovviamente ciascuna di queste azioni produce una quantità di dati che va ad arricchire il valore del DT Coin. In cambio di questi dati l’utente,  oltre ad usufruire dei servizi, viene retribuito economicamente in DT Coin ed è per questo motivo che parliamo di  dati finalmente monetizzabili.

Il DT Circle, cosa è possibile fare all’interno?

Vediamo quali sono i servizi offerti dalla piattaforma DT Circle attraverso cui è possibile guadagnare.

Il primo ingranaggio del DT Circle è costituito dal DT Live. Il DT Live  rappresenta lo spazio più social del sistema economico ideato da Daniele Marinelli,  si tratta Infatti né più e né meno di un social network dove gli utenti possono scambiarsi opinioni  e di interagire tra loro. Ad ogni interazione e condivisione viene attribuito un valore economico in DT Coin.

Il secondo ingranaggio è costituito invece dal DT Merchant, un vero e proprio luogo dove venditori ed acquirenti si incontrano. Qui è possibile acquistare prodotti o metterli in vendita.

Altra sezione di cui possono servirsi gli utenti è la DT Academy all’interno della quale è possibile trovare moltissimi corsi di formazione in continuo aggiornamento.

A tutti questi servizi si aggiungeranno nei prossimi mesi ulteriori tasselli, come ad esempio la DT Card e la DT Bank, due entità che renderanno il DT Coin ancora più vicino alle monete tradizionali.

Il DT Coin

Terminiamo questa presentazione parlandovi delle caratteristiche più tecniche del DT Coin. Il DT Coin è una moneta in continua evoluzione,  nella fase iniziale viene gestita centralmente e ciò significa che la gestione della blockchain sarà privata. Il mining di questa criptovaluta funziona su tecnologia proof-of-work (POW) almeno sino al 2020, data in cui il DT Coin eseguirà uno swap su una tecnologia de-centralizzata e distribuita. Infine, parliamo di una moneta a capitalizzazione forzata, adotta infatti la tecnologia del Forced Market Cap in qualità di exchange.

Ciò significa che il DT Coin non potrà mai subire ribassi di prezzi, accrescendo il suo valore ad ogni ciclo di vendita in modo forzato.

Moda e digitale, i migliori brand secondo la Digital Competitive Map Contemporary Fashion

Performance digitali nel contemporary fashion: Pinko, Furla e Patrizia Pepe emergono tra i brand italiani

La ricerca di Netcomm e Contactlab analizza le performance di 19 marchi italiani in campo digitale che mostrano significative competenze nell’esperienza di navigazione sui siti, molte iniziative sui social anche attinenti all’acquisto e un ottimo livello di localizzazione nei Paesi europei e in Russia.

Sono invece attesi progressi riguardanti la capacità di espandersi al di fuori dall’Europa, l’offerta di servizi Cross Channel, lo Style Advisory e la trasparenza sull’origine dei prodotti.

Milano, 11 luglio 2018 – La Digital Competitive Map, provata metodologia Contactlab  che dal 2014 analizza e valuta il posizionamento digitale dei marchi del Lusso sia da una prospettiva strategica di globalizzazione che dell’esperienza cliente, viene per la prima volta estesa al mondo del Contemporary Fashion. La ricerca è stata realizzata in collaborazione con Netcomm e presentata in occasione di Netcomm Focus Fashion & Lifestyle, appuntamento di riferimento per la trasformazione digitale e l’e-commerce delle aziende del fashion, del beauty e del design tenutosi ieri mattina a Milano.

La ricerca è disponibile a questo link, oppure sottoscrivendo un abbonamento a tutte le analisi di Contactlab dedicate al mondo Fashion & Luxury su https://goo.gl/Tb8Cgj: più di 20 pubblicazioni di approfondimento all’anno che costituiscono un prezioso aiuto per monitorare i competitor e prendere spunto dalle strategie di vendita dei brand del Fashion&Luxury più importanti a livello mondiale. La sottoscrizione permette anche di accedere alla community esclusiva di rappresentanti delle aziende del fashion, di partecipare a Executive dinner a porte chiuse con il management di queste aziende ed esperti del settore, e a periodici incontri di analisi dei report.

L’analisi condotta tra febbraio e giugno di quest’anno prende in esame 19 marchi italiani e riguarda 189 parametri suddivisi in una matrice tra asse verticale “Digital Strategic Reach” e asse orizzontale “Digital Customer Experience”. L’asse verticale “Digital Strategic Reach” copre gli aspetti più strategici: in quanti Paesi e su quali canali vendere via e-commerce nel mondo, con quale ampiezza di gamma, con quale trasparenza sul Paese di origine dei prodotti. L’asse orizzontale “Digital Customer Experience” copre invece tutti gli aspetti inerenti alla qualità ed efficacia dell’interazione tra brand e clientela come la navigazione sui siti, l’esperienza di acquisto online, la comunicazione via Direct Marketing e Social, fino ai servizi Cross-Canale online/offline offerti.

Tre marchi si mettono particolarmente in luce:

• Pinko: dalla somma dei punteggi emerge come il marchio più competitivo, con un ottimo bilanciamento sui due assi della matrice;

• Furla: si distacca molto sull’asse verticale “Digital Strategic Reach” per il significativo livello di globalizzazione raggiunto non solo in Europa, ma anche in Asia e Stati Uniti;

• Patrizia Pepe: offre alla clientela una  piacevole esperienza di navigazione e interazione digitale.

Per quanto riguarda la copertura e-commerce attraverso canali diretti, il panel performa molto bene in Europa (Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Polonia), bene in Russia, ma al momento è meno presente negli Stati Uniti e nei Paesi Asiatici.

Rispetto ai marchi del Lusso, il panel Contemporary Fashion è meno presente sugli E-tailer specializzati nel Fashion & Luxury come Net-a-Porter, LUISAVIAROMA e Mytheresa. È invece più presente su Amazon Moda, probabilmente una scorciatoia per raggiungere i consumatori, nonostante l’esperienza di navigazione e il posizionamento dei marchi possa risultare molto confusa. Infatti, similarmente a quanto si riscontra sui grandi E-tailer cinesi come JD.com, risulta assai arduo dare una identità ai negozi “ufficiali” dei brand, differenziandoli dai distributori non ufficiali e senza incappare nel rischio di falsi.

 Il Panel Contemporary Fashion risulta molto attivo sui social, non solo a livelli di posting, ma anche di vendita diretta tramite Facebook e Instagram, rispetto ai brand del mondo del Lusso” dichiara Marco Pozzi, Senior Advisor di Contactlab

Note dolenti invece sulla cross-canalità da online a negozi fisici, con pochi brand pronti a offrire servizi come l’acquisto online con ritiro in negozio o la possibilità di rendere o cambiare in store quello effettuato sul web, mixando l’aspetto digitale e quello reale ” prosegue Marco Pozzi. Solo Falconeri, Patrizia Pepe e Pinko permettono di verificare la disponibilità in negozio da sito web, mentre Elisabetta Franchi consente di prenotare un appuntamento in negozio dal sito.

Un vero peccato infine che online la trasparenza sul Paese di produzione dei prodotti sia molto limitata. Questo rappresenta un mancato vantaggio competitivo soprattutto per i marchi che desiderano espandersi nei Paesi asiatici, dove la trasparenza è apprezzata e richiesta da una clientela amante della qualità italiana e francese. Falconeri e Patrizia Pepe rappresentano eccezioni positive.