Opinioni Bitcoin

I bitcoin: sicuramente ne avrete sentito parlare. Si tratta infatti della più diffusa criptomoneta in circolazione, libera da controlli da parte di un Ente centrale e svincolata dai mercati azionari. Di certo, questa sua natura considerata ‘volatile’, non ha sempre gettato una buona luce sul bitcoin. Eppure nel mondo ogni giorno, si registra un numero enorme di transazioni in bitcoin, come sostiene l’autorevole settimanale economico Economist in una delle sue recensioni sulla famosa moneta virtuale (il 29 luglio del 2017): “Il Bitcoin è una grande attività: il valore combinato delle monete in circolazione è ora di $ 40 miliardi. Il numero di transazioni al giorno si avvicina a 300.000 in media, generando un volume di trading di 1.5 miliardi di dollari”. Ma accanto alle considerazioni dell’Economist, si accostano una miriade di opinioni bitcoin sia pro che contro. Di fatto, le sue quotazioni parlano chiaro e non si può più considerare questa moneta virtuale una semplice ‘bolla’ destinata a sparire. Anzi, talmente è forte e democratica la natura dei bitcoin che negli ultimi anni sono state inventate e messe in circolazione anche molte altre criptovalute. Andiamo a scoprire quali sono, secondo le opinioni dei più autorevoli economisti, le nuove monete virtuali sulle quali puntare. Partiamo da NEO, soprannominata ‘Ethereum cinese’ (l’Ethereum è un’altra famosa criptomoneta in circolazione già da qualche anno), che offre una piattaforma in grado di sostenere oltre mille transazioni al secondo – laddove il classico Ethereum ne riesce a gestire solo 15). Si sta facendo strada tra le valute virtuali in ascesa anche Monero, in grado di offrire pagamenti e transazioni assolutamente impossibili da tracciare e anonime, grazie all’utilizzo del protocollo Cryptonote.

Opinioni Bitcoin e altre valute virtuali

“Bitcoin è meglio della moneta in quanto non dovete essere fisicamente nello stesso posto e, prevedibilmente, per le transazioni di grandi dimensioni, la moneta può diventare piuttosto sconveniente…”, sono le parole di Bill Gates, il fondatore di Microsoft. Se un esperto di internet come lui ha dato opinioni così favorevoli sul bitcoin, c’è da stare un po’ più sereni. D’altro canto, le valute virtuali sono diventate anche oggetto di studi accademici: è proprio all’interno della comunità scientifica infatti che nasce un’altra criptomoneta, Cardano. Le recensioni a riguardo, la descrivono come una moneta virtuale all’avanguardia, in quanto sfrutta un algoritmo in grado di superare i problemi tecnici che presenta la Blockchain, garantendo un maggiore risparmio energetico (senza rinunciare chiaramente alla sicurezza delle transazioni anonime e protette offerte dal sistema blockchain). Insomma, il mondo delle criptovalute potrebbe rappresentare senza ombra di dubbio una rivoluzione economica che, da qui al futuro, potrebbe spostare il sistema economico su internet – a favore di una reale democrazia -.

Criptovalute legali

Se c’è un argomento che ultimamente tiene banco a livello economico soprattutto tra gli utenti di internet, è sicuramente quello delle monete virtuali. Le criptovalute suscitano un grande interesse, tanto che tra le ricerche più gettonate sul web riguardano proprio recensioni e opinioni in riferimento ai Bitcoin e co. Ma perchè tutta questa curiosità? Innanzitutto, cerchiamo di chiarire meglio il concetto di moneta virtuale, partendo dalla criptomoneta pioniera: il Bitcoin.

L’idea geniale di creare una moneta virtuale è attribuibile a Satoshi Nakamoto (il nome è uno pseudonimo), che nel 2009 ha regalato al mondo il primo bitcoin. Perchè quella di Nakamoto è considerata un’idea geniale e vincente? Perchè ha pensato di creare una valuta virtuale (cioè intangibile, che non si può tenere in mano come le normali monete o banconote che utilizziamo quotidianamente), che però potesse attribuire – a coloro che la posseggono – un reale potere di acquisto di beni reali. Il tutto, senza alcuna autorità centrale di controllo che possa in alcun modo assoggettarne il funzionamento. Ma, visto il crescente successo dei bitcoin e delle monete virtuali in generale e in virtù di una mancante disciplina normativa per il suo utilizzo, si è pensato in Italia di fare riferimento direttamente all’Agenzia delle Entrate, in quanto ente in grado di fornire alcuni autorevoli pareri interpretativi. All’estero invece, le definizioni interpretative riguardo le monete virtuali vengono affidate alle più autorevoli fonti economico-giuridiche dei Paesi dove la criptovaluta viene utilizzata di più.

Come funzionano le transazioni di moneta virtuale?

Il motivo per cui moltissimi utenti cercano su internet opinioni e recensioni su bitcoin e altre monete virtuali è anche perchè le transizioni in criptovalute non presuppongono alcuna commissione. Nelle operazioni con bitcoin infatti, ci si imbatte in un sistema di acquisto e scambio di moneta virtuale del tutto particolare e strettamente legato a tali criptovalute: il protocollo peer-to-peer. Questo sistema, si basa su ‘nodi’, che nel caso di internet – ambiente dove avvengono le transazioni di moneta virtuale – cioè tutti i pc, i tablet o gli smartphone che vengono utilizzati. Ognuno di questi dispositivi costituisce un ‘nodo’. Come accennato poco fa, le transazioni in bitcoin non sono controllate da un Ente centrale, ma gli utenti sono comunque obbligati a mantenere una copia della transazione, custodendola in una sorta di ‘libro mastro’ denominato Blockchain (cioè letteralmente ‘catena di blocchi’: i ‘nodi’).

Il blockchain, funge insomma da database delle transazioni in bitcoin e, mantenendo l’anonimato dei possessori di moneta virtuale, garantisce la regolarità delle operazioni. Come avviene, in pratica? Quando un possessore di bitcoin effettua una transazione, questa viene notificata a tutti gli altri ‘nodi’ presenti nella catena di blocchi. A quel punto, a tutti i dispositivi dei possessori di moneta virtuale collegati, viene inviato un quesito crittografato che dovrà essere risolto per validare la nuova transazione. Trattandosi di quesiti solitamente piuttosto complicati, in genere basta che un solo dispositivo trasmetta la soluzione a tutti gli altri collegati.