DTCOIN “listato” su COINCAPITAL.LIVE

In queste settimane presso i canali ufficiali Facebook e Telegram di DT Coin è stata diffusa la comunicazione per la quale DT Coin entra in COINCAPITAL, la più grande piattaforma indipendente che fa da punto di riferimento per le persone che operano nel mondo delle criptovalute. Nel momento in cui scriviamo COINCAPITAL “lista” 2.027 monete digitali e copre un Marketcap di oltre 500 miliardi di dollari (543.303.003.065,00 miliardi di dollari, per la precisione). A differenza di altre piattaforme che “listano” onete, COINCAPITAL è gratuita ed applica un sistema di “listing” delle monete basato sulla tecnologia utilizzata e sugli standard di sicurezza delle transazioni, a differenza, quindi, di altre piattaforme come COINMARKETCAP che invece chiedono la corresponsione di un pagamento per “listare” una moneta. A detta della stessa DT Coin, l’ingresso in COINCAPITAL è “un ulteriore passo avanti del DT Coin che vuole sempre più affermarsi nel panorama internazionale” e dimostra la trasparenza e la genuinità di questo progetto di moneta digitale che porta la firma dell’imprenditore italiano Daniele Marinelli.

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DTCOIN su COINCAPITAL è DTCO. La moneta oggi ha un valore di 34.83 Dollari: è possibile prendere visione dei dati storici (Historical Data) e degli open/close sui mercati ogni 24 ore. L’andamento di questa moneta conferma il suo biglietto da visita per il quale “DT Coinè la prima ed unica criptovaluta il cui valore cresce e basta, senza mai diminuire”. La moneta appartiene al circuito DT Network, una vera e propria suite di strumenti che permettono di utilizzare DT Coin sia come metodo di pagamento tradizionale sia all’interno di altri tool digitali quali applicazione o sito web. Sul sito Internet ufficiale di DT Coin è possibile prendere visione della roadmap del progetto ed accedere alle informazioni accreditate sui suoi fondatori e sulle iniziative promosse da DT Network. Potete cliccare qui per accedere all’Ebook DT Coin.

DT Coin: uno sguardo verso il futuro delle criptovalute in Italia

Dopo Apple anche Google si prepara a “boicottare” tutte le applicazioni dedicate al mining delle criptovalute, ossia tutti quei sistemi che consentono la “produzione” di nuove monete virtuali. Dunque, come già avviene per l’Apple Store, anche su Google Play sarà impossibile caricare applicazioni-miner fatta eccezione per le app che gestiscono da remoto il mining di criptovaluta, che non si servono cioè del dispositivo per coniare nuove monete. Stesso percorso lo ha intrapreso Apple nel mese di giugno 2018, periodo dal quale vengono accettate sullo store applicazioni mining che girano al di fuori dei dispositivi (ad esempio nel cloud). Non rientrano in questa regolamentazione invece le app che fungono da “portafoglio elettronico”. Google con questa “mossa” fa seguito al suo percorso di “giro di vite” in materia di valute digitali, avendo già ad esempio bandito dalle sue proprietà le pubblicità ingannevoli sulle Ico (stesso percorso intrapreso anche da Facebook).  

Ciò nonostante, il Bitcoin non sembra soffrire particolari ripercussioni, resta infatti stabile sopra gli 8mila dollari. Così come il tema blockchain, il libro mastro delle transazioni informatiche, continua a solleticare i governi di tutto il mondo. In proposito si è espresso anche il nostro Luigi Di Maio: “La tecnologia blockchain sta diventando sempre più centrale nello sviluppo del digitale tanto a livello di iniziativa privata quanto nel settore pubblico, per questo l’Italia non può rimanere indietro“.

E se si parla di Italia, non si può di certo non tenere in considerazione una nuova criptovaluta che sta facendo capolino prepotentemente nei mercati dedicati, il DT Coin.

Il DT Coin è una criptovaluta ideata da Daniele Marinelli, noto imprenditore romano forgiato da una grande preparazione economica. La moneta è nella sua fase iniziale e nei prossimi 36 mesi verrà gestita centralmente, per poi passare, nel 2020 ad un perfetto equilibrio tra centralizzato e decentralizzato nella sua versione 2.0.  Il mining della moneta è interamente gestito dalla società DTCOIN UK e funziona su tecnologia proof-of-work (POW). Il DT Coin 2.0 avrà le seguenti caratteristiche (lancio il 30 giugno 2020):

  1. wallet verificati con KYC per aumentare la trasparenza e fiducia dell’utente
  2. ecosistema decentralizzato e distribuito;
  3. gestione dei dati decentralizzata;
  4. blockchain decentralizzata;
  5. emissione centrale delle monete e in seguito distribuita;
  6. privacy con trasparenza (e senza anonimato) nel modo in cui vengono effettuate le transazioni;
  7. transazioni veloci sotto i 60 secondi
  8. attivazione di smart contract

Il DT Coin utilizza un potente algoritmo matematico in grado di spingere la moneta a capitalizzazione forzata, il Forced Market Cap, questo permette di avere sempre un piccolo utile rispetto all’acquisto precedente. Come funziona il FMC?

Si apre un ciclo, l’algoritmo gestisce acquisti e vendite secondo logiche ben precise: priorità, lotti, timing, numero di utenti, aumento di valore delle iniezioni. Calcolato il prezzo limite il sistema concede il piazzamento degli ordini chiudendo subito dopo il ciclo.

Ad apertura del nuovo ciclo, il prezzo iniziale viene aumentato leggermente rispetto a quello di origine, creando così un piccolo utile sulle rivendita.

Altra caratteristica molto importante del DT Coin di Marinelli è la sua stabilità nel prezzo. Questa particolare moneta infatti attinge al mercato dei Big Data, potenzialmente infinito e non soggetto a speculazioni come le comuni criptovalute che si basano sulla leva domanda-offerta. Infine, il DT Coin può essere utilizzato per fare acquisti nelle attività commerciali e può essere scambiato con le valute tradizionali.

Il DT Coin è in continua crescita, basti pensare che tra i progetti futuri di Daniele Marinelli c’è la creazione di DT Card, delle vere e proprie Mastercard e Visa per effettuare acquisti e l’acquisizione di un istituto di credito, la DT Bank.

         

DT Coin di Daniele Marinelli: una criptovaluta realmente spendibile

Uno dei più grandi limiti delle criptovalute è senz’altro quello relativo alla loro reale spendibilità. Dalla nascita del Bitcoin nel 2009 sono state ben 1500 le monete virtuali immesse nel mercato e pochissime di queste possono vantare il pieno utilizzo all’interno del mercato tradizionale. Tra queste c’è senza dubbio il DT Coin di Daniele Marinelli,  una criptovaluta innovativa che nella sua crescita prevede la possibilità di essere scambiata  anche con le valute tradizionali  oltre che  essere utilizzata per l’acquisto di beni e servizi.

Un altro limite delle monete virtuali  che il DT Coin promette di superare è quello del valore altalenante insito nella natura delle cripto. Trattandosi infatti di un sistema economico non controllato da un ente centrale e basando il valore sulla semplice leva della domanda e dell’offerta,  Bitcoin e sorelle sono soggette a continue speculazioni e a picchi di prezzo che le rendono inevitabilmente instabili.  Il DT Coin al contrario, non presta il fianco al comportamento imprevedibile degli utenti basandosi infatti su un mercato stabile e potenzialmente infinito,  quello dei Big Data.

Daniele Marinelli,  imprenditore romano con un importante passato da economista,  ha fiutato in tempi non sospetti l’importanza dei dati all’interno di un mondo ormai sempre più rivoluzionato dalla rete e da internet. Sono infatti essi il nuovo oro delle moderne democrazie:  chi possiede i dati, possiede il controllo e questo è particolarmente vero soprattutto in ambito economico e bancario. Conoscendo comportamenti, i gusti,  le preferenze delle persone è possibile prevedere ciò che accadrà in futuro e come è noto, anticipare i tempi è spesso sinonimo di potere. All’interno di società sempre più interconnesse,  questi dati fluiscono in modo libero ed irrefrenabile.  Ciascuno di noi quotidianamente nelle più banali azioni,  perde porzioni di dati in cambio di beni o servizi, ad esempio, postando una foto su Facebook cosa accade?  Lasciamo i nostri dati per ottenere consenso. La domanda che Daniele Marinelli si è posto è quanto ciò che otteniamo in cambio dei nostri dati sia realmente equiparabile a tale perdita:  detta in soldoni, ciò che ottengo lasciando i miei dati è davvero abbastanza? Mi ripaga della mia “perdita”? Da qui nasce la storia del DT Coin, ove “DT” sta appunto per DATA.

Il DT Coin, una moneta virtuale che paga i nostri dati

Come abbiamo anticipato il DT Coin è una moneta virtuale che basa il proprio valore  sulla raccolta dei dati: più dati vengono raccolti, più il valore del DT Coin cresce. Ma di quali dati stiamo parlando? Rispondendo a questa domanda entriamo nel vivo  della grande rivoluzione promessa da Daniele Marinelli. Il DT Coin infatti non rappresenta un’entità a se stante, è piuttosto un ingranaggio di un sistema economico ben più ambizioso: il DT Circle.

Il DT Circle  è la piattaforma attraverso cui  vengono raccolti i dati utili alla crescita della criptovaluta.  Gli utenti che entrano a far parte di DT Circle Possono accedere ad una serie di servizi,  possono partecipare a corsi di formazione, acquistare o vendere prodotti, interagire con altri utenti e condividere esperienze.  Ovviamente ciascuna di queste azioni produce una quantità di dati che va ad arricchire il valore del DT Coin. In cambio di questi dati l’utente,  oltre ad usufruire dei servizi, viene retribuito economicamente in DT Coin ed è per questo motivo che parliamo di  dati finalmente monetizzabili.

Il DT Circle, cosa è possibile fare all’interno?

Vediamo quali sono i servizi offerti dalla piattaforma DT Circle attraverso cui è possibile guadagnare.

Il primo ingranaggio del DT Circle è costituito dal DT Live. Il DT Live  rappresenta lo spazio più social del sistema economico ideato da Daniele Marinelli,  si tratta Infatti né più e né meno di un social network dove gli utenti possono scambiarsi opinioni  e di interagire tra loro. Ad ogni interazione e condivisione viene attribuito un valore economico in DT Coin.

Il secondo ingranaggio è costituito invece dal DT Merchant, un vero e proprio luogo dove venditori ed acquirenti si incontrano. Qui è possibile acquistare prodotti o metterli in vendita.

Altra sezione di cui possono servirsi gli utenti è la DT Academy all’interno della quale è possibile trovare moltissimi corsi di formazione in continuo aggiornamento.

A tutti questi servizi si aggiungeranno nei prossimi mesi ulteriori tasselli, come ad esempio la DT Card e la DT Bank, due entità che renderanno il DT Coin ancora più vicino alle monete tradizionali.

Il DT Coin

Terminiamo questa presentazione parlandovi delle caratteristiche più tecniche del DT Coin. Il DT Coin è una moneta in continua evoluzione,  nella fase iniziale viene gestita centralmente e ciò significa che la gestione della blockchain sarà privata. Il mining di questa criptovaluta funziona su tecnologia proof-of-work (POW) almeno sino al 2020, data in cui il DT Coin eseguirà uno swap su una tecnologia de-centralizzata e distribuita. Infine, parliamo di una moneta a capitalizzazione forzata, adotta infatti la tecnologia del Forced Market Cap in qualità di exchange.

Ciò significa che il DT Coin non potrà mai subire ribassi di prezzi, accrescendo il suo valore ad ogni ciclo di vendita in modo forzato.

Criptovalute legali

Se c’è un argomento che ultimamente tiene banco a livello economico soprattutto tra gli utenti di internet, è sicuramente quello delle monete virtuali. Le criptovalute suscitano un grande interesse, tanto che tra le ricerche più gettonate sul web riguardano proprio recensioni e opinioni in riferimento ai Bitcoin e co. Ma perchè tutta questa curiosità? Innanzitutto, cerchiamo di chiarire meglio il concetto di moneta virtuale, partendo dalla criptomoneta pioniera: il Bitcoin.

L’idea geniale di creare una moneta virtuale è attribuibile a Satoshi Nakamoto (il nome è uno pseudonimo), che nel 2009 ha regalato al mondo il primo bitcoin. Perchè quella di Nakamoto è considerata un’idea geniale e vincente? Perchè ha pensato di creare una valuta virtuale (cioè intangibile, che non si può tenere in mano come le normali monete o banconote che utilizziamo quotidianamente), che però potesse attribuire – a coloro che la posseggono – un reale potere di acquisto di beni reali. Il tutto, senza alcuna autorità centrale di controllo che possa in alcun modo assoggettarne il funzionamento. Ma, visto il crescente successo dei bitcoin e delle monete virtuali in generale e in virtù di una mancante disciplina normativa per il suo utilizzo, si è pensato in Italia di fare riferimento direttamente all’Agenzia delle Entrate, in quanto ente in grado di fornire alcuni autorevoli pareri interpretativi. All’estero invece, le definizioni interpretative riguardo le monete virtuali vengono affidate alle più autorevoli fonti economico-giuridiche dei Paesi dove la criptovaluta viene utilizzata di più.

Come funzionano le transazioni di moneta virtuale?

Il motivo per cui moltissimi utenti cercano su internet opinioni e recensioni su bitcoin e altre monete virtuali è anche perchè le transizioni in criptovalute non presuppongono alcuna commissione. Nelle operazioni con bitcoin infatti, ci si imbatte in un sistema di acquisto e scambio di moneta virtuale del tutto particolare e strettamente legato a tali criptovalute: il protocollo peer-to-peer. Questo sistema, si basa su ‘nodi’, che nel caso di internet – ambiente dove avvengono le transazioni di moneta virtuale – cioè tutti i pc, i tablet o gli smartphone che vengono utilizzati. Ognuno di questi dispositivi costituisce un ‘nodo’. Come accennato poco fa, le transazioni in bitcoin non sono controllate da un Ente centrale, ma gli utenti sono comunque obbligati a mantenere una copia della transazione, custodendola in una sorta di ‘libro mastro’ denominato Blockchain (cioè letteralmente ‘catena di blocchi’: i ‘nodi’).

Il blockchain, funge insomma da database delle transazioni in bitcoin e, mantenendo l’anonimato dei possessori di moneta virtuale, garantisce la regolarità delle operazioni. Come avviene, in pratica? Quando un possessore di bitcoin effettua una transazione, questa viene notificata a tutti gli altri ‘nodi’ presenti nella catena di blocchi. A quel punto, a tutti i dispositivi dei possessori di moneta virtuale collegati, viene inviato un quesito crittografato che dovrà essere risolto per validare la nuova transazione. Trattandosi di quesiti solitamente piuttosto complicati, in genere basta che un solo dispositivo trasmetta la soluzione a tutti gli altri collegati.